venerdì 8 aprile 2011

Ci siamo quasi...



La REpubblica, 7 aprile 2011





NuDe, il futuro ha avuto inizio. (video teaser)
NuDe Lab, con Romolo Stanco e Politec Valtellina
12-17 Aprile 2011 FUORISALONE MILANO h 10-22
Posti di Vista - Design Sensibile: @ Fabbrica Del Vapore, Spazio MASCHERE NERE

Events:
NuDe with designer and more > April 14, from 5 pm
NuDe live Party > April 14, from 9 pm, CaptainSpock “Ignorance” live and dj Fabrizio Faraoni and Mr.Wany live performance, live from RedBull TourBus @ La Fabbrica del Vapore

NuDe è “Nu Design”: non solo un “nuovo design” ma un design di “adesso”, contemporaneo. Dal lavoro di NuDe è nata Greenlantern, primo reale oggetto di design concepito e realizzato in legno liquido.
Con la direzione creativa ed il design di Romolo Stanco, la competenza scientifica di Politec Valtellina e la supervisione scientifica di Stefano Besseghini NuDe porta al pubblico gli oggetti di domani creando cortocircuiti tra sperimentazione, ricerca e design.
Nuove forme e nuove funzioni per una nuova sensibilità: quella di una ricerca in cui non è la meta a stupire, ma il viaggio, unico e incredibile, intrapreso per raggiungerla.
GreenLantern è il primo oggetto di design al mondo ideato, concepito, disegnato sviluppato “e” realizzato in legno liquido: nato da un’idea di Romolo Stanco è il risultato dell’orgoglio e delle competenze di aziende del territorio Valtellinese
solitamente estraneo al “mondo” design. , GreenLantern è un vaso ed una lampada intrinsecamente legati da una relazione inscindibile. Le due funzioni sono collegate da un condotto organico cavo, una sorta di “vaso”
(nel senso di contenitore per una pianta e di vaso sanguigno) che mette in relazione l’energia della pianta e quella della luce.
Per queste motivazioni questo “condotto” è realizzato con un materiale organico e disegnato con una forma plastica ed ugualmente organica, chiamato LEGNO LIQUIDO:
un biopolimero ricavato da una trasformazione sperimentale dei sottoprodotti delle lavorazioni del legno.
Saranno presentate anche alcune versioni "uniche" di GreenLantern.
Dai primi pezzi stampo prototipo a test unici e irripetibili fino all’interpretazione di alcuni artisti di caratura internazionale da Mr. Wany a V3rbo, da Emiliano “Stand” Cataldo a Diamond
con il coordinamento artistico di Valerio Ciampicacigli e la supervisione creativa di Romolo Stanco che sarà anche autore di uno dei pezzi unici esposti nella mostra.


NuDe, the future is already here. (check the video teaser)
NuDe Lab, with Romolo Stanco and Politec Valtellina
April 12-17 2011 FUORISALONE – Milano h. 10 am-10 pm
Posti di Vista - Design Sensibile: @ Fabbrica Del Vapore, Spazio MASCHERE NERE


Events:
NuDe with designer and more > April 14, from 5 pm
NuDe live Party > April 14, from 9 pm, CaptainSpock “Ignorance” live and dj Fabrizio Faraoni and Mr.Wany live performance, live from RedBull TourBus @ La Fabbrica del Vapore


NuDe is “Nu Design”: not only “new design” but also “now” design, contemporary. GreenLantern is a product of the work of NuDe, and is the first real design object in liquid wood. With the creative management and design of Romolo Stanco,
the scientific knowledge of Politec Valtellina and Stefano Besseghini, NuDe brings the public the objects of tomorrow, creating a short-circuit between experimentation, research and design. New forms and new functions for a new sensitivity:
that of research in which it is not the outcome that is amazing, but the unique, incredible voyage undertaken to achieve it.
GreenLantern is the first design object in the world conceived, imagined, developed and made of liquid wood:
Thought and designed by Romolo Stanco it is a product that proudly celebrates the skill of companies in the Valtellina area that have never had anything to do with the world of design., GreenLantern is a flowerpot and a lamp, intrinsically linked in an inseparable relationship.
The two functions are connected by an organic conduit, a sort of “vessel” (in the dual sense of a vessel holding a plant and a blood vessel) that establishes the relationship between the plant’s energy and that of the light.
The Wood of the future? It’s liquid., For all these reasons, this “vessel” has to be made of an organic material and designed with an equally organic plastic shape.
The material is called LIQUID WOOD and it is an organic polymer created through a special process using wood by-products.
They will also present some unique versions of GreenLantern.
From the first prototype to test the mold pieces unique and unrepeatable up to the interpretation of some artists of international level (by Mr. Wany, V3rbo, Emiliano "Stand" Cataldo, Diamond)
with the artistic coordination Valerio Ciampicacigli and the creative supervision Romolo Stanco that is also the author of one of the "numbered" pieces in the exhibit.

martedì 5 aprile 2011

Romolo Stanco e NuDe al Fuorisalone 2011, Fabbrica del Vapore



Dal 12 aprile si svela NuDe e GreenLantern diventa realtà per il pubblico.
E lo farà a "La Fabbrica del Vapore" nel contesto dell'evento "Design Sensibile" promosso da Ottagono e Comune di Milano, con la media partnership del gruppo Repubblica/Espresso.
In quei giorni lo spazio "Maschere Nere" si trasformerà nel laboratorio di NuDe, vi accompagnerà alla scoperta del percorso complesso che ci ha portato fino ad un semplice... CORNO!

Già, un corno in cui crediamo molto perchè aldilà di essere il primo oggetto al mondo mondo ideato, concepito, pensato,disegnato sviluppato “e” realizzato in legno liquido, è un oggetto nuovo per il mondo "design" che tenta (almeno nella nostra idea) di riconfigurare un po' questo termine tarandolo sugli anni '11 del terzo millennio, su esigenze e interessi che incrociano campi differenti.

!Crossover design!? Forse solo un oggetto "Crossover": un "robo" un po' lampada un po' vaso, un po' primitivo un po' tecnologico che un "pubblico" possa sentire vicino. O per lo meno che possa suscitare curiosità, interesse, stimolo.

Ho già sull'iPhone la "beta" della "app" che permetterà di configurarne le diverse versioni, e 4 artisti di "fama" si sono prestati per customizzare in chiave artistica i primi 6 esemplari prodotti (in realtà uno sarà un pezzo unico mio -n.1- e uno una "intuizione" di Luca Rota, il project manager di NuDe senza cui molto di questo non sarebbe stato possibile.)

Ma qui voglio anche ringraziare Martino Scolari, il mio n.1 senza cui GreenLantern non sarebbe uscita dalle grinfie dei modellatori solidi e dei software e forse restata solo nella mia testa(e il posto peggiore dove tenere un corno credo sia proprio la testa...), Stefano Besseghini che ha creduto nel progetto NuDe facandolo diventare uno Spin off di Politec, Valentina Simonini che in laboratorio ha dato il meglio di se permettendoci di fare cose che altri solo millantano, e tutti quelli che al progetto NuDe hanno partecipato e che in un prossimo post non mancheremo di ringraziare ad uno ad uno.

Intanto, dal 12 aprile non mancate.

martedì 29 marzo 2011

NuDe, il futuro ha avuto inizio.



Laura Traldi su Curve, era esattamente un anno fa scriveva:
"Yet one of the first design applications of this astonishing material was not issued from a technology giant nor by a large furniture company (despite the fact that Magis is said to be working with the likes of Zaha Hadid and Jasper Morrison in the development of a series of chairs in liquid wood that will likely be presented in months to come) but from the creativity of an Italian designer, working in collaboration with a research lab in the North of Italy, Politec. As a matter of fact, this month during the Fuori Salone in Milano, Romolo Stanco will introduce the first designed object in liquid wood."

Maschere Nere, dall' 11 aprile.
I primi al mondo? Un Corno.

lunedì 28 febbraio 2011

Romolo Stanco a DesignBook 2011

La mia più recente partecipazione a DesignBook condotta da Giorgio Tartaro su SKY Leonardo.
Si parla di GreenLantern, la vaso lampada in legno liquido, di ricerca e tecnologie sperimentali con il progetto NuDe spin off del laboratorio Politec, Polo dell'innovazione della Valtellina di cui ho la direzione e la leadership del settore design, di realtà e virtuale ed anche di musica e comunicazione...
Aspetto vostre!

rO_

PARTE PRIMA

PARTE SECONDA

PARTE TERZA

lunedì 17 gennaio 2011

Intervista a EcoRadio - LA CENTESIMA SCIMMIA - di Marco Morosino



E' divertente comunicare al di fuori del proprio settore di riferimento. Si percepisce, in un pubblico diverso da quello tradizionalmente interessato al design, una voglia di sapere, di conoscere, di entrare nella logica che porta al concepimento e all'evoluzione dei progetti che mette entusiasmo.
Quello che più è percepibile è che la gente ha voglia di futuro, di passi successivi, di scoprire e provare nuove esperienze e sensazioni.
Essere parte di un processo, non sentirsi vittime di una operazione impositiva che pone il "mercato" all'ultimo anello della catena sembra essere una esigenza diffusa. Non gliene frega davvero nulla di tradizione, maestri, storia e legittimazione del mercato (tanto meno critica).
Forse stimolata dai social network e da istituzioni di condivisione sempre meno nelle mani di una oligarchia culturale o da una diffusione delle informazioni capillare e trasversale credo stia emergendo una consapevolezza critica assolutamente indispensabile alla crescita di una generazione di progettisti nuova e permeata da una etica di partecipazione in tutte le fasi del percorso progettuale.

L'intervista a "La Centesima Scimmia", programma condotto da Marco Morosino su Ecoradio - web radio di base a Roma diretta da Gabriele La Porta) - , ha provocato una interessante cascata di domande -e anche di complimenti - arrivate per mail o su Facebook che mi hanno "obbligato" a riflettere bene su ogni risposta. Competenza, interesse, critica, entusiasmo, ogni osservazione aveva fondamenti concreti.
Oggi se hai un dubbio trovi in rete decine di opzioni, risposte, approfondimenti e ogni singolo "contatto" diventa pertinente, aiuta a crescere, va trattato con serietà e rispetto.
Insomma, non è più il tempo in cui puoi lanciare proclami trionfali senza le opportune legittimazioni.
Il pubblico ha assunto una competenza spaventosa e se non la possiede nello specifico conosce il modo per trovarla!

Questo pubblico, attento e puntuale non si prende in giro con una forma accattivante e una badilata di pubblicità.
O lo si ascolta, si impara a farne parte, a mettersi in discussione con la consapevolezza della propria esperienza o si fallisce miseramente.
Devo ammettere che sto davvero cercando di farlo in ogni parte del mio percorso professionale sia nell'architettura che nella progettazione di oggetti.
Su Ecoradio ho trovato un pubblico che non si beve "comunicati" tipo: "è ecologico perchè è fatto in un materiale sostenibile" ma che ti mette in crisi perchè vuole capire e ""dialogare" con chi ti "mette in crisi" fa crescere, rende i progetti più forti, li fa morire se necessario (e a volte è anche un bene...).
E' stata una fantastica esperienza.

mercoledì 12 gennaio 2011

"Alla Base di Tutto" Giorgio Tartaro scrive di me e NuDe su Leonardo Case&Stili





Ecco l'articolo scritto da Giorgio Tartaro uscito su "Leonardo Case&Stili" in edicola a gennaio.
Credo che rappresenti bene quello che sto facendo in questo periodo. A volte io stesso ho difficoltà a spiegare verso quale direzione mi stia spingendo.
Da un lato l'architettura, la ricerca di spazi e modi di vivere sempre più legati alla cultura contemporanea, dall'altro la sperimentazione e la ricerca nel campo di quello che comunemente viene chiamato design.
Spesso non mi trovo in nessuna definizione del "designer", non mi appartiene l'interpretazione tradizionale a questa "professione".

Il mio modo di lavorare, o almeno quello che cerco di portare avanti, sta in un approccio progettuale che cerca di incrociare competenze assai differenti in un processo creativo complesso.
Una progettazione organica insomma, in cui un "organo" non può prescindere dal funzionamento di un altro, ma al tempo stesso svolge una funzione ben definita concorrendo contemporaneamente alla vita di un organismo più complesso.
No, non è un network o una sinergia di "team": è qualcosa di diverso e proprio perchè "live", attuale, contemporaneo difficilmente definibile.

Penso che lo schema progetto>materiali>produzione>promozione>vendita, messo in atto da attori diversi in relazione consequenziale sia ormai morto da tempo. Ovvio, è ancora il modo riconosciuto in cui si muove la produzione (e in cui si inseriscono i progettisti) ma non credo che la cultura contemporanea possa assorbire ancora per molto questo tipo di...filiera.
Ha tempi lunghi, latenze, imposizioni di certi attori (ed esigenze) sugli altri.
La rete? Il network?
Bah, non credo che ci siamo mai realmente arrivati. La "conoscenza" a disposizione del processo creativo, le banche dati di materiali, i "panieri di idee" dei Saloni Satellite, analizzati cinicamente sono forse solo cambi lessicali di un linguaggio consolidato.

E dunque? (proprio in senso conclusivo...)
Mah, sto cercando, insieme ad amici e colleghi, professionisti e personaggi provenienti da campi tra i più diversi, di sviluppare un nuovo modo di arrivare a soluzioni concrete. Non credo che voglia dire necessariamente "arrivare a prodotti da lanciare sul mercato" ma piuttosto "arrivare a spunti, soluzioni, stimoli da proporre a un pubblico".

Abbiamo fatto nascere NuDe insieme al fisico Stefano Besseghini - nelle cui mani da qualche mese sta il futuro "energetico" del nostro paese (è da poco Amministratore Delegato di RSE, Ricerca sul Sistema Energetico, la società che lavora sulla ricerca e sperimentazione di fonti di energia in Italia) - in un luogo inusuale, la Valtellina, in laboratori situati ai piedi di montagne con paesaggi naturali strepitosi.

Primitivismo tecnologico.

NuDe funziona (o ha la presunzione di volerlo fare) come un organismo complesso. La ricerca su nuovi materiali e processi produttivi, la sperimentazione "hard", la visione progettuale di esigenze del vivere contemporaneo, la spinta verso stimoli emozionali nuovi, inusuali, verso esperienze e spunti aperti verso nuovi scenari concorrono a equilibrare un sistema di competenze complesso alla continua ricerca di stati di equilibrio.
Ma lo scopo, dentro NuDe, è proprio di romperli gli equilibri, per crearne di nuovi con idee, spunti creativi, verifiche sperimentali, concept, oggetti.
Cosa ne esce?
Questo non sono in grado di dirlo con certezza, non è un progetto a "target" definito: ma oggi quale progetto vincente conosce i sui "veri" esiti? Ogni progetto interessante, in questo inizio di anni '10, funziona in modo ibrido, "bastardo" oserei dire. Cade in un tessuto sociale, ne trae spunti, lo disorienta, si adatta. Prendi l'iPad: a che serve? Non ha una logica d'uso pre-definita ma prova ad entrarci in contatto per un po' che vedrai che "una" la troverai.

Ecco anche in NuDe vorremmo che questo accadesse.

Non c'è un designer dal tratto autorale caratteristico che cerca nei materiali soluzioni ai suoi problemi progettuali, non sia mai! (eppoi è una cosa molto anni '90 tuttalpiù anni '00) e non c'è la frustrazione degli scienziati che arrivano vicino alle soluzioni chiedendo immancabilmente un compromesso.
C'è un esito condiviso, un percorso fluido in cui il "cosa" fa parte del percorso.
E' un modo sperimentale di arrivare a esiti concreti di arrivare ad un "sarà" rendendo il futuro un continuo susseguirsi (sorprendente) di istanti di presenti in mutazione.

GreenLantern è il primo esempio di questo percorso.

Quando abbiamo ad iniziare col legno liquido era il 2007.
Cosa ci avremmo fatto è stato quasi l'ultimo dei nostri problemi. Pensate, all'inizio siamo partiti con una bottiglia...
Quel materiale, così evocativo, stimolante, intrigante, problematico, infido doveva far parte di noi.
Come uno del team, come i ricercatori del laboratorio, come i tecnici industriali, come i fisici al lavoro sulle sue caratteristiche, come me intento a capire cosa potesse rappresentare davvero come opportunità progettuale.

Troppo facile dire "facciamoci una sedia"! Troppo vecchio progettare "qualcosa" e vestirlo del nuovo materiale, troppo bieco usarlo a sostituzione della plastica per assurgere a paladini dell'ecologia, troppo cinico violentarlo per imitare a basso costo il legno della tradizione.
Beh credo che parte di NuDe lo sia diventato, e GreenLantern è un esito condiviso, un oggetto che non mi sarebbe venuto in mente e non avrei disegnato così senza l'apertura di orizzonte che mi ha permesso di avere il legno liquido.
E' un oggetto che ha avuto una evoluzione non lineare,
E' davvero stato parte di un processo creativo che è partito da un embrione ed ha poi avuto "nutrimento" da sorgenti diverse arricchito nelle forme e nella sostanza dai dubbi degli scienziati, dei test dei ricercatori, dai pareri dei critici, dalla mano del designer, dall'esperienza del produttore.
A nessuno sarebbe venuto in mente di dire: "abbiamo il legno liquido? bene facciamo una lampada/vaso che abbia qualcosa di organico ma anche un po' primitivo così uno pensa subito al mondo naturale ma sia completamente cavo e marrone scuro cangiante che sembra radica oppure colorato con un interruttore touch anzi no che si accende accarezzandolo..."
Non era un "target" ma ne siamo fieri.
Ora, tra poche settimane, GreenLantern sarà disponibile per il pubblico.
E anche in questo già dall'inizio di questa avventura, sono a far parte del sistema organi diversi.

GreenLantern non ha avuto paura di "mostrarsi" ad un pubblico "prima" di essere prodotto.
Se si vuole, anche il pubblico stesso, chi alla fine può decidere di mettersela in casa o in ufficio, ha contribuito a come è oggi, a come potrà essere.
Ricordo, quando presentammo i primi prototipo per Edizioni Galleria Colombari, un'amica giornalista che mi disse "questo oggetto sarebbe bellissimo bianco". Per noi era legno: lo abbiamo cercato e voluto "marrone" ma stavamo mettendo in discussione a tal punto il "senso" dell'essere legno (fina ad iniettarlo in stampi) che il colore risultava un elemento davvero poco rilevante.
E quella opinione, condivisa, smontata, resa parte dell'organismo, ha offerto una nuova possibilità. "Ma facciamo che ciascuno se la faccia come più gli piace!"

Ora, in vista del Salone di Aprile stiamo lavorando su qualcosa di completamente nuovo.
Con il legno liquido faremo altro, insieme ad aziende di livello internazionale che comprenderanno di essere parte di un organismo.

Giorgio Tartaro, nella sua sintesi "giornalistica" ha colto molti degli aspetti di NuDe, molti degli aspetti che riguardano il mio modo di progettare cose quali che siano.
Molti altri li sto scoprendo in corsa anch'io.
Cosa divertente, molto divertente...

rO_

mercoledì 24 novembre 2010

Musica>Progetto: IGNORANCE di CaptainSpock esce il 28 Novembre.






Col progetto IGNORANCE di CaptainSpock voglio che più gente possibile abbia accesso al nostro lavoro, che più gente possibile lo ascolti e lo giudichi come vuole, gli metta 5 stelle in playlist o lo cestini al primo ascolto. Tuttavia non voglio che la nostra musica sia scambiata per un gadget in regalo, per un contenuto fruibile senza darle un valore e una memoria.

E soprattutto non credo sia giusto che gli sforzi e i sacrifici di un musicista non siano “ripagati” da una contropartita.
Ma allo stesso tempo non credo che lo scambio tra musicista e pubblico debba necessariamente essere “supporto fisico musicale>denaro”

Voglio che quella di IGNORANCE sia una esperienza unica.

L’acquisto di un packaging da “vinile” mi riporta al mio passato, alla mia collezione di 33 giri ma che allo stesso tempo mi ricorda che sto vivendo nel XXI° secolo che, per dirla come Dylan, “the times they are a changin”.

Mi accorgo subito che Il peso è diverso, la consistenza pure, l’apertura anche e dentro ci trovo una t-shirt che scelgo di indossare se mi va di “sentirmi addosso” i contenuti di CaptainSpock, se ho voglia di sentirmeli sulla pelle, se scelgo di essere portatore sano di "Ignorance".

E’ un atto molto intimo e attenzione, la t-shirt non è in questo caso “un gadget” o il merchandising dell’album: E’ L’ALBUM!
Non sono separabili.

Solo grazie al QR code stampato sul retro ho accesso alla pagina che mi permette di scaricare gli 11 brani. E può farlo chiunque fotografi il QR code mentre indosso la t-shirt a un concerto, in metropolitana, in birreria. Ma questo “atto di curiosità” è inevitabilmente mosso da una domanda, da un percorso. “Cosa troverò dietro quel QR code? Cosa sarà Ignorance? Mi piacerà?” Dovrà fare una foto, processarla, magari scaricare un software, imparare una operazione inusuale. Ci sono tante azioni da compiere, è una esperienza che per un po’ ricorderà, racconterà forse agli amici, non sarà il solito download da myspace tra tanti…

Con una band come CaptainSpock non potrei mai arrivare, senza promozione e budget da major faraoniche, a un pubblico estremamente vasto, così tento di far arrivare il pubblico ad IGNORANCE incuriosendolo.

Una grande attenzione è stata rivolta proprio al packaging che, una volta persa la sua funzione di “contenitore del disco”, viene elevato al ruolo di “opera d’arte”.

Le copertine, infatti, vengono customizzate periodicamente (e quando possibile contestualmente ai “live” della band), da artisti, writers, graffitari e pittori italiani che le rendono parti di un’opera, pezzi unici (o meglio parti di un pezzo unico) da “incorniciare” come ricordo di una esperienza nuova di musica e arte.”

La prima, quella dell'uscita prevista per il 28 novembre al Tambourine, è opera di Emiliano "Stand" Cataldo che ha interpretato in tecnica mista un pannello formato da 50 copertine che faranno da scenografia al concerto ed alla fine dello show saranno "separate" e utilizzate come packaging per le T-shirt.

LA MUSICA


IGNORANCE è un lavoro strano che mescola il rock della tradizione con elettronica e strumenti acustici e si muove in un limbo di contraddizioni continue, di citazioni e di sperimentazioni.
E' un disco che ho voluto fortemente e che rappresenta un percorso individuale, una storia musicale fatta di esperienze importanti (come quella nella Sagrada Familia...) ora presentate in una forma più personale e definita, una serie di canzoni che raccontano un pezzo di vita e per questo sono "ignoranti", forse prive di ragione e intelletto ma mosse solo dall'anima e dal cuore.

I musicisti che formano questa band provengono da esperienze diverse e background musicali differenti ed hanno portato un carattere unico al suono di CaptainSpock.

Per questo insieme ad Alberto Callegari, ho anche curato la produzione artistica del disco cercando di rendere quanto più possibile l'anima musicale di questie undici tracce con scelte sonore a volte insolite, altre all'insegna della tradizione rock, tra pedal steel e campioni digitali suonati con l’iPhone.

Ci ho messo un paio d'anni a ricostruire un progetto convincente. Sono partito dalla mia musica, quella che ho sempre amato, che striscia tra l’America della tradizione di Ry Cooder e Neil Young e arriva alle interpretazioni indie di Cake, Eels, The National ma ha voluto renderlo “un progetto completo”.

Ignorance è stato registrato allo studio Elfo di Tavernago da Alberto Callegari e, per ottenere l’impasto giusto, masterizzato negli Stati Uniti da JJ Golden al Golden Mastering Studio di Ventura, California.